19/11/2009

Il metodo Penelope



(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia)  In Sicilia la politica ha adottato il modello Penelope, si fa e si disfà.

All’Ars, dopo le sciarre tra i lealisti e i miccicheiani, le spaccature conseguenti, il secondo rimpasto lombardiano e le congiure, sia Lombardo che Micciché trattano con il Pdl, puntando all’esclusione dell’Udc dai giochi (qui il post di Giuseppe Mazzone).

Al Comune di Palermo, invece, Penelope non colpisce l’assetto politico bensì le tasse e precisamente la Tarsu. Insomma, dopo che il sindaco Diego Cammarata ha annunciato che non sarà raddoppiata l’aliquota Irpef, ciò non si può assolutamente dire per la famigerata Tassa sui rifiuti solidi urbani. Il 3 ottobre scorso il Tar ha accolto il ricorso di Assindustria, annullando l’aumento del 75%.

Ma ieri pomeriggio è stata approvata una delibera che ristabilisce lo status quo antea (approfondimento: articolo di Maria Di Peri su LiveSicilia).

Ovvero: Il Comune fa – il Tar disfà – il Comune rifà.

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categorie: politica
15/11/2009

Pc - Panelle e Crocché, la prima web sit-com 2.0



BlogSicilia, il network di citizen journalism siciliano, di cui sono orgogliosamente il coordinatore, è a una svolta. Il "sito" cresce ogni giorno, aumentano i visitatori, ma soprattutto l'autorevolezza.

Il suo punto di forza è senza dubbio la libertà, perché chiunque può scrivere su BlogSicilia (o può inviare una fotografia o un video): non applichiamo infatti vaglio redazione, censura di qualsiasi tipo né discriminazione dimensionale.

Ed ora eccoci ad un nuovo esperimento: la web sit-com in diretta, in pieno stile 2.0. È stata presentata ieri a Milano, in occasione della conferenza stampa di per l'apertura dell'Antica Focacceria San Francesco a Milano, di cui BlogSicilia è il media partner:

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categorie: blogsicilia
13/11/2009

BlogSicilia - 1.000.000 di pagine visualizzate


Un milione di visualizzazioni dal primo post, una crescita esponenziale e progressiva dei visitatori. Questa è, in estrema sintesi, l’individuazione concreta del successo di BlogSicilia, il network di citizen journalism, la cui mission è diffondere la partecipazione dei siciliani al racconto della notizia, in perfetto stile 2.0.

Un’autorità crescente sottolineata anche dall’attenzione della cosiddetta informazione tradizionale, perché BlogSicilia è stata più volte negli scorsi giorni “una nota di agenzia”, ripresa da Adnkronos, Agi e Ansa, con citazioni su Repubblica, LiveSicilia e Giornale di Sicilia.

Ciò perché siamo stati protagonisti della cronaca, coerenti con la nostra filosofia che coincide con la splendida parola della libertà. Chiunque, ricordiamo, può scrivere su BlogSicilia: non applichiamo nessun vaglio redazionale e nessuna censura. E quanto accaduto con Massimo Ciancimino e con le repliche dell’avvocato Michele Costa (figlio del procuratore Gaetano) e dell’ex ispettore della Dia Pippo Giordano (che ha collaborato con il giudice Paolo Borsellino) dimostra la forza dell’idea che sottosta al network, su cui Qui News ha scritto: “Questo dialogo telematico può diventare veramente un giro di boa nella cultura siciliana“.

Un milione di pagine lette, dunque, che raccontano che BlogSicilia è in continua crescita. Ed ora comincia il bello. Pronti a continuare a fare ancora più rumore?

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categorie: palermo ieri e oggi, blogsicilia
13/11/2009

BlogSicilia intervista la giovane scrittrice Milena Garsia

Oggi vi propongo un'altra intervista di BlogSicilia. Stavolta Alessandra Costanza ha intervistatato la giovane scrittrice isolana Milena Garsia, che domani presenterà a Palermo il suo primo romanzo "La Chiave del Silenzio":
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categorie: blogsicilia
10/11/2009

Sta cambiando l'informazione e BlogSicilia è presente

Al di là dell’opinione sulla notizia in sé, il post di Massimo Ciancimino su BlogSicilia, ripreso da molti media tradizionali (televisione, radio e carta stampata), ha messo in evidenza le potenzialità della blogosfera e del giornalismo partecipativo.

Le dichiarazioni di uno dei protagonisti della cronaca del momento, rese senza alcun vaglio redazionale e intermediario giornalistico, per lo più arricchite dall’intervento dello stesso nello spazio dei commenti, hanno dimostrato che il mondo dell’informazione e della comunicazione sta cambiando (e questo lo sappiamo di già). Il lettore, peraltro, non è più un ricevente passivo della notizia, bensì partecipa al suo divenire, approfondendo l’argomento. E l’informazione, inoltre, è data direttamente dalla stessa fonte.

Tutto ciò, insomma, racchiude la mission di BlogSicilia: diffondere il citizen journalism nell’isola. Siamo all’inizio (perché siamo online da solo cinque mesi) e le premesse sono più che buone.

E per partecipare al network basta mandare il post a info@blogsicilia.it. Tutto qui. Al resto ci pensiamo noi.

P.S.: E' arrivata la risposta a Ciancimino da parte dell'avvocato Michele Costa, figlio del procuratore Gaetano, ucciso dalla mafia nel 1980.


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categorie: blogsicilia
06/11/2009

Da BlogSicilia: Focacceria San Francesco e intervista a Salvino Calatabiano

Uno dei punti di forza di BlogSicilia sono i contenuti video. Eccovi i due più recenti.

Antica Focacceria San Francesco: 175° anniversario


BlogSicilia intervista il regista e attore Salvino Calatabiano

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categorie: blogsicilia
04/11/2009

Pdl vs Pdl Sicilia

(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia) Il Pdl Sicilia, nato ieri anche all’Ars, crea il problema del logo. Partiamo dal presupposto rilevantissimo che nell’isola il partito di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini è spaccato in due: elemento peculiare che certo osta alla semplificazione del panorama politico, a cui mirano a livello nazionale il Pdl e il Pd, col tentativo di centripetare i dinamismi dell’allocazione delle risorse del sistema politico.

Il logo non è un problema secondario, essendo l’individuazione simbolica della parte politica rappresentata e gioca un ruolo fondamentale nell’impatto visivo dell’elettore.

Ora, il Pdl Sicilia, rispetto al simbolo nazionale, ha l’immagine dell’isola in più e in meno il nome del presidente, Silvio Berlusconi. Dunque, c’è l’elemento di focalizzazione sull’ambito regionale. E poi: il Pdl Sicilia può utilizzare il contrassegno del partito da cui deriva e ne rappresenta una continuazione parallela?

Sulla questioni sono intervenuti Giuseppe Castiglione, co-cordinatore regionale del Pdl, in contrasto con Gianfranco Miccichè, e Altero Matteoli, il ministro per le infrastrutture.

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categorie: politica
03/11/2009

No al crocifisso nelle scuole e l'Europa svende la sua identità

(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia) L’Europa, il vecchio continente, è culturalmente e storicamente fondata su radici cristiane. Le prove sono molteplici: gli eventi del passato, l’arte, il Papa a Roma, ecc. Inconfutabile, lo ha scritto pure l’atea Oriana Fallaci nella Forza della Ragione.

Eppure la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana (per giunta), ha stabilito che la presenza del crocifisso nelle scuole costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” ed è una violazione “alla libertà di religione degli alunni“.

Insomma, trattasi di una sentenza laicista (e non laica), che calpesta il ruolo del Cristianesimo nella storia e nella cultura dell’Europa, che considera la libertà nella sua degenerazione di licenza. Il laicismo, infatti, è ormai metafora di aconfessionalismo, mentre uno Stato è laico quando non è subalterno rispetto ad altri poteri, che possono essere sia di stampo religioso sia di matrice ideologica, partitica, ecc. In questo caso, per di più, stiamo parlando di Unione Europea, che ha così accentuato la sua volontà di aprirsi al mondo arabo per questioni meramente economiche. Insomma, da un lato si tende a seppellire ogni radice cristiana, dall’altro si predica il rispetto assoluto per Allah.

Il concetto di libertà, per di più, è usato malamente, perché si sta correndo il rischio dell’instaurazione di una Europa senza Dio, affermando implicitamente l’assolutismo dell’ateismo, negando il substrato del popolo e le radici storiche.

Il dialogo multiculturale, inoltre, non si risolve con l’annullamento dei contenuti, perché il punto di equilibrio tra due persone non coincide con il loro non credere a nulla.

L’Europa si sta svendendo, perdendo la propria indentità.

Postilla: Gesù Cristo, infine, durante la sua predicazione di 2000 anni fa, non faceva altro che parlare di Amore e dei suoi derivati (carità, perdono, rispetto, tolleranza, ecc.). È proprio così fastidioso tenerlo sul muro?
postato da: WG alle ore 22:40 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: politica, religione e società
01/11/2009

Dieci anni fa il mio primo bacio

(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia) Dieci anni fa il primo bacio. E chi se lo scorda? Sì, confesso: avevo 18 anni. Oggi, ormai, si dà in media a 13 anni, età a cui io e gli altri pensavamo a giocare a calcio per la strada, allontanando l’altra metà del cielo senza mezzi termini.

Il primo bacio, si sa, rimane nella storia di un uomo e di una donna fino alla fine dei giorni (momento malinconico). Ma, diciamolo, se è indubbiamente un momento romantico, da conservare nel cassetto della memoria più utilizzato, è anche uno dei più traumatici.

Innanzitutto, per l’attimo antecedente, quando ci si guarda negli occhi e si capisce che è giunto il secondo per accostare le labbra e baciarsi. E ora? Alla francese, senz’altro. Sì, ma con la lingua che bisogna fare? Quanta? Suvvia, facciamoci guidare dalla passione del diem.

Il mio primo bacio fu al ritorno dal cinema, un sabato pomeriggio. Film scelto all’occorrenza: un horror movie, Presenze. Così l’amata si spaventa e s’afferra (e così fu). Altra nota malinconica: quel cinema non esiste più. Era il mitico Nazionalino, il piccino che affiancava il Nazionale. Al suo posto oggi c’è la sala bingo. Tristezza.

Via Dante, incrocio con via Filippo Parlatore. Ne derivò un trauma per tutta la notte, perché non fui all’altezza, essendo stato “strano”. Per carità, estremamente piacente e atteso. L’altra metà del cielo (essì, insisto con Platone) era stata conquistata dopo intere mattine ante campanella a tallonarla: parevo Cyrano de Bergerac. Insomma, fu il compimento della conquista… e l’inizio della prima relazione nella vita di Walter Giannò.

Ma fu, ribadisco, un dramma. Per lei no (così mi rassicurò) ma io ci pensai per tutta la notte fino all’alba… Ebbene, dopo qualche giorno, divenni un baciatore al cui confronto Brad Pitt è un dilettante.

postato da: WG alle ore 11:43 | link | commenti | commenti
categorie: la mia vita
30/10/2009

La festa dei morti

(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia) Se non ci fosse la morte, non ci sarebbe la vita. Triviale ipotetica che racconta una verità inconfutabile, collocata tra la bellezza della nascita e la drammaticità della scomparsa, periodo entro cui ognuno pone in atto la propria filosofia e la propria concezione del tempo.

E noi siciliani abbiamo un rapporto particolare con la morte, la rispettiamo fino a commemorarla a contatto con l’individuazione concreta della gioia della vita, cioé il sorriso di un bambino.

Il 2 novembre, infatti, c’è la ricorrenza di regalare un dono, raccontando che proviene da un caro estinto: il nonno o la nonna che non ci sono più, che da lassù ti guardano ed una volta all’anno ti portano un regalo con cui giocare appassionatamente. Ma attenzione, bimbo! Non svegliarti di notte, non fare il furbetto: non puoi fare l’avventuriero per scoprire il momento in cui il dono viene fisicamente elargito. Si rischia il solletico ai piedi.

Ecco la morte che diventa tradizione, entrando in contatto con la vita. Altro che Halloween, che non ci appartiene. Lì la morte fa paura, si traveste di forme mostruose. In Sicilia, invece, essa ha un rapporto continuo con l’esistenza, che continua nel nero delle vedove dopo il suo compimento, perché il ricordo addolorato non può scomparire, perché il solo pensiero rende viva la stessa morte, perché abbiamo più paura dell’oblio.

E, quindi, il 2 novembre diventa non tanto la commemorazione dei defunti quanto la celebrazione del ricordo della vita di chi non abbiamo più fisicamente accanto, a cui vogliamo che i nostri bambini partecipino col sorriso.

Questa è Sicilia, signori miei.

postato da: WG alle ore 21:10 | link | commenti | commenti
categorie: palermo ieri e oggi
28/10/2009

Zone Blu? I disabili devono pagare

(Pubblicato anche su LiveSicilia) Stando alla Corte suprema di Cassazione, tutti devono pagare sulle strisce blu, di conseguenza anche i disabili. Il 5 ottobre scorso, infatti, il giudice di ultima istanza ha respinto il ricorso di un cittadino palermitano, affermando che la gratuità della sosta “non è prevista da alcuna norma”.

E in più non “ha fondamento invocare a sostegno di una diversa  interpretazione, come fa il ricorrente, l’esigenza di favorire la mobilità delle persone disabili. Dalla gratuità, anziché onerosità come per gli altri utenti, della sosta deriva, infatti, un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità , piuttosto che dalla gratuità, del posto dove sostare; sicché, anche in caso di indisponibilità dei posti riservati ai sensi dell’art.11, comma 5, D.P.R. n.503/1996, invocato dal ricorrente, non vi è ragione di consentire, in mancanza di previsione normativa, la sosta gratuita alla persona disabile che abbia trovato posto negli stalli a pagamento”.

Ma c’è un però. Il Ministero dei Trasporti, in data 6 febbraio 2007 – protocollo 107, ha affermato che: “Per quanto riguarda l’oggetto del quesito, dalla lettura degli articoli citati, si evince la chiara volontà del legislatore di voler facilitare la mobilità dei disabili anche con misure che attengono specificamente il settore della sosta, ivi compresa l’esenzione da pagamento di tariffe orarie per il parcheggio”. E in relazione all’articolo 188, comma 3, d.p.r. 24 luglio 1996, n. 503, “i veicoli al servizio di persone invalide autorizzate a norma del comma 2 (ovvero munite di contrassegno) non sono tenute all’obbligo del rispetto dei limiti di tempo se lasciati in sosta nelle aree di parcheggio a tempo determinato”, il ministero precisò che “Non vi è dubbio, a parere di questo Ufficio, che non si possa chiedere il pagamento di una tariffa oraria a chi, trovando occupato lo stallo a lui appositamente riservato, ne occupi un altro, peraltro non adeguatamente attrezzato a soddisfare in pieno le sue esigenze, potendosi imputare tale disagio anche ad una mancata previsione, da parte dell’Ente proprietario, di un maggior numero di stalli riservati…”.

postato da: WG alle ore 17:59 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: politica
26/10/2009

Badoo, il social network degli incontri

(Pubblicato anche su Trapani - BlogSicilia) Un social network che negli ultimi tempi ha avuto un repentino calo di attenzione e di iscritti è Badoo, sito londinese nato nel maggio 2006, il cui motto è I am here. Con Facebook ha alcuni punti di contatto ma sono senz’altro di più le differenze.

Badoo è ormai concepito come un social network d’incontri, caratterizzato dalla libera visione dei profili, perché non bisogna essere “amici” di un contatto per potere tentare di approfondire la conoscenza. Non è del tutto gratuito, anzi negli ultimi tempi sono aumentati i servizi a pagamento, con accrediti sulla bolletta Telecom o sulle tradizionali ricariche della telefonia mobile.

L’età media degli utenti è bassa (almeno in Italia) e spesso ci si accorge che sono molti i minorenni iscritti, a caccia di protagonismo stile Grande Fratello, a colpi di foto (che sono soggette al voto randomico, da uno a dieci). Anche Badoo ha il suo status ma non è richiesto un pensiero, bensì un desiderio, introdotto dal “Vorrei”, collegato con il target dell’età dei destinatari con cui si vorrebbe realizzare la volontà espressa.

Badoo sottolinea la sua identità di sito d’incontri perché permette una ricerca convenzionale degli utenti conforme all’orientamento sessuale dichiarato. Se l’utente è un eterosessuale maschio di riflesso i risultati della ricerca saranno femminili, e via discorrendo.

postato da: WG alle ore 20:04 | link | commenti | commenti
categorie: websurfing
25/10/2009

Su Twitter



Non ho mai utilizzato con costanza Twitter, eppure mi tocca. Per diventare miei follower, ecco dove mi trovate: https://twitter.com/waltergianno.

Naturalmente c'è sinergia tra gli status di Facebook e i tweet.



postato da: WG alle ore 09:33 | link | commenti | commenti
categorie: comunicazioni di servizio, websurfing
24/10/2009

Facebook in latino, uno spasso "nostalgico"



(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia)  Come poteva un umbertino come me (ovvero un ex studente del liceo classico Umberto I) non provare la versione latina di Facebook? Quanti ricordi ne sono derivati… Ecco le traduzioni più suggestive.

Da Home a Domus, altrimenti nota come Casa. Il profilo è tradotto con Charta. La Posta con il classico Epistulae. A cosa stai pensando diventa lo splendido Quid Cogitas, che pare provenire da una interrogativa ciceroniana. Le notizie sono le Historia Nuntiorum (un titolo che avrebbe fatto gola a Tacito). Gli aggiornamenti di stato nella lingua dei romani diventa Renovationes Statuum (e qui tanto di cappello). E i link sono i ligamina (favoloso).

Allegare si dice Infigere, mentre il mi piace coincide naturalmente con il mihi placet. Quando nella Domus sono stati pubblicati nuovi post dagli amici, ecco spuntare l’avviso degli scriptella nova (monstrare).

Se c’è uno sponsor nella home, questo è presentato con il titolo Expensum, mentre il primo piano è tradotto con Praecipua (col mitico dittongo). Tra gli Eventus non possono di certo mancare i compleanni (Natalis de), che si possono videre omnes. E se vuoi cercare qualche amico non ti resta che cliccare su Amicos ad ingredendum invita.

Per commentare uno status occorre cliccare su sententiam scribere (e qui ho pensato allo stoico Seneca), mentre se si vuole condividere, basta servirsi del Partire.

La pagina personale (Charta) è costituta dal Murus, dagli Indicia (con Status Relationis, Parentes, Dies Natalis e Urbs Patriae) e dalle Imagines. Naturalmente non possono mancare le Annotationes (note) e lo spazio riservato alla Chat che diventa l’affascinante Colloquium. Eccetera, eccetera.

Insomma, il Facebook in latino è uno spasso, velato di nostalgia. Per provarlo occorre semplicemente andare su Optiones, Lingua e poi scegliere lingua latina e mi raccomando di stare alla larga dall’Exire.

postato da: WG alle ore 17:52 | link | commenti | commenti
categorie: websurfing
21/10/2009

Tremonti rilancia il posto fisso



(Pubblicato anche su Palermo - BlogSicilia)

Chi meglio dei siciliani, abitanti di una terra in cui il problema della disoccupazione è sia storico che sociale, può insinuarsi nel dibattito che si è venuto a creare con le ultime dichiarazioni del ministro dell’economia Giulio Tremonti.

In sintesi, quest’ultimo ha dichiarato che il posto fisso è la base su cui costruire un progetto di vita e la famiglia, e la mobilità di per sè non è un valore. Cioé Tremonti va contro il precariato (che è una degenerazione della flessibilità) e rispolvera la sicurezza di uno stipendio o di un salario. Secondo Luigi Angeletti, segretario nazionale della Uil, è come se il ministro “fosse un loro iscritto“.

All’interno dello stesso governo, tuttavia, si è alzata la voce contraria di Renato Brunetta, per il quale non si può tornare indietro: “Tremonti vorrebbe una nuova società dei salariati, solo che questa non risponde alle esigenze di flessibilità che pone il sistema. La sua è una soluzione del Novecento che non va più bene in questo secolo“, mentre “bisogna tornare all’alleanza tra capitale e lavoro, quella che ti dà la flessibilità nella partecipazione, che ti dà l’inclusione e che fa diventare il lavoratore uno shareholder, un azionista, che può gestire le sue azioni nella mobilità“.

Non addentrandoci troppo sui tecnicismi del mercato del lavoro, è chiaro che il ministro Tremonti ha rinnovato una verità che interessa soprattutto i giovani, spesso costretti ad un precariato spacciato per flessibilità (basta pensare ai tanti addetti ai call-center in-bound e out-bound). È oggettivamente impossibile pensare di costruirsi una famiglia con contratti a tempo determinato a 3 e a 6 mesi, con 4 rinnovi, scaduti i quali scade anche il lavoratore. In Sicilia, tra l’altro, non funziona molto il detto “morto un Papa se ne fa un altro”, perché non esiste generalmente un ricambio tale nel mondo del lavoro siculo che permetta al lavoratore flessibile-precario di trovare presto un’occupazione sostitutiva e di crescente livello professionale. I più devono optare per due scelte: 1) disoccupazione; 2) emigrazione.

postato da: WG alle ore 11:54 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: politica

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