03/02/2007,10:11


A quanto pare i tifosi rosanero non c'entrano nulla, essendo stata la guerriglia esclusivamene di matrice catanese. Con ciò non significa naturalmente che c'entrano i tifosi rossoazzurri, ma criminali che si spacciavano come supporter del Catania. L'ispettore capo Filippo Raciti di 38 anni è stato ucciso molto probabilmente da una pietra e non da una bomba carta: questo rende più violento ed incomprensibile il gesto che lo ha strappato all'affetto di sua moglie e dei suoi figili. L'uomo è stato ucciso da qualcosa che non ha nulla non solo di sportivo, ma anche e soprattutto di civile; è stato ucciso dal male puro. E così come sempre accade, sarà il bene che ne pagherà le conseguenze, la passione genuina del tifo catanese e palermitano. Stamattina tutto il mondo calcistico avrebbe dovuto parlare del derby con articoli degni di un match storico, a prescindere dal risultato; Catania - Palermo, invece, è protagonista delle cronache nere dei siti d'informazione più importanti del pianeta, come el Pais e la BBC. Ancora una volta il male organizzato di qualche criminale e assassino ha gettato ombre fosche sulle due città e di riflesso sull'intera isola. Non ritengo, infatti, di essere paranoico, sostenendo che il tragico fatto sta scatenando il razzismo di alcuni nei confronti della gente siciliana, quantunque la violenza negli stadi sia un fenomeno nazionale. In tutti i dibattiti di ieri notte è stato messo l'accento sull'assenza della cultura della sconfitta in Italia, sul fatto che da noi il calcio si vive non per quello che é, cioé il gioco più bello del mondo, sul fatto che siamo distanti anni luce dall'Inghilterra. Tutto questo è sicuramente vero. Ma io voglio fare il complottista: il Palermo ed il Catania in A non piacciono ai malavitosi siciliani, perché hanno due società volontariamente estranee ai giochi loschi mafiosi. Quelli lo sanno che non c'è trippa per gatti con Zamparini e Pulvirenti e tendono spesso a vendicarsi. Ricordo, a tal proposito, la testa di capretto "donata" al direttore sportivo del Palermo, Rino Foschi, nello scorso natale. Non sottovalutiamo questo aspetto nelle analisi di ciò che è successo ieri sera, anzi. Per coloro che disprezzano il lavoro genuino ed onesto di Catania e Palermo la partita di ieri era un piatto troppo goloso per non mangiarlo, approfittando anche delle falle della sicurezza dello stadio Massimino, sia al suo interno che al suo immediato esterno. Chi ha ucciso un poliziotto con una pietra non può essere, infatti, un mero tifoso delinquente, ma soprattutto un assassino. E a quanto pare, chi ha colpito ha raggiunto l'obiettivo, perché Pulvirenti ha sostenuto che vuole lasciare al più presto la presidenza del Catania. Dovrebbe restare, invece; dovrebbe continuare a realizzare il sogno calcistico della città siciliana, così come Zamparini sta facendo a Palermo. Perché in Sicilia la serie A è molto di più che un mero traguardo calcistico; è riscatto sociale.
  • author: WG
  • category: calcio
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    Commenti
    #1   03 Febbraio 2007 - 11:09
     
    Io invece non sono complottista come te. Non penso c'entri la mafia, o almeno lo spero. Renderebbe ancora più triste che avere a che fare con dei delinquenti cretini che hanno sfogato il loro odio verso il rivale. Speriamo che li prendano tutti e che magari stiano un bel po' in carcere senza indulti o cacate del genere a salvarli. Un saluto da Palermo (se vuoi ho commentato anche io nel mio blog)
    http://ilnuovozibaldone.blogspot.com/2007/02/vergogna.html
    utente anonimo

    #2   03 Febbraio 2007 - 11:13
     
    già
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    #3   03 Febbraio 2007 - 12:34
     
    Non so sai... dubito che i rosanero siano rimasti buoni e tranquilli...
    Chi ha ucciso dovrà pagare, poco ma sicuro, ma la situazione è stata creata da molti...
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    #4   03 Febbraio 2007 - 12:34
     
    che dipenda dalla mafia o no il discorso relativo al calcio non cambia ci vuole piu' controllo negli stadi risultando comunque assurdo dover controllare gli stadi, massimo rispetto ma morti e feriti in passato non ci hanno insegnato nulla...il tifoso e la tifoseria viene trattata in maniera diversa rispetto ad uno che fa tafferugli fuori dagli stadi...questo e' il male del calcio
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    #5   03 Febbraio 2007 - 12:39
     
    Concordo col post nella sua interezza, ma non concordo sulla prima parte. Qui non è più un fatto di responsabilità. Nè di criminali, sopratutto "alcuni".

    C'è da intervenire con l'accetta, e sdradicare il problema alla radice.

    Altrimenti non se ne esce più.
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    #6   03 Febbraio 2007 - 12:43
     
    Frankot, il mio è "alcuni" è sincero, perché noi siciliani non ci divertiamo a sfasciare città per un derby. Noi veri siciliani onesti amiamo il calcio. Chi ha scatenato la guerriglia non erano tifosi, ma criminali organizzati. Ai poliziotti, infatti, hanno fatto un'imboscata.
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